mercoledì 14 gennaio 2009

Qualunche cosa fai, io ci sono

Se fare sacrifici, prendersi delle responsabilità e lavorare sodo (cioè le cose normali) sono lati negativi - in un paese come l'Italia dove nessuno vuole fare un cavolo - allora sì, l'imprenditoria ha effettivamente seri lati negativi. Decisamente non è per tutti. E chi si attiva in quella direzione si contraddistingue. Dimostra di non essere superficiale e pappamolla come gli altri. Di avere degli obiettivi e le idee chiare per raggiungere il traguardo.
Per quanto riguarda le mie lagne, lo so, sanno sempre un po' di pessimismo cosmico. In realtà la mia è solo un'occasione per fare il punto della situazione, un esame per me stesso. E il risultato di un esame, si sa, dipende dall'obiettivo. Se dico che il mio obiettivo era fare famiglia a 25 anni, allora ho fallito alla grande. Se invece dico che il mio obiettivo si limita all'indipendenza economica, attraverso un lavoro attinente alle mie capacità, attraverso una casa mia, uno spazio in cui rifugiarmi, godere di piccoli confort e piccoli piaceri, in cui invitare gli amici per passare delle serate in allegria, in cui posso dedicare del tempo alle attività che mi piacciono e attraverso cui posso esprimere la mia creatività.. Allora non ho fallito affatto, anzi, ho raggiunto un fantastico successo. E da questo punto di vista, posso dire di essere felice. Però.. c'è un però..
Dopo aver sperimentato un matrimonio breve qualche anno fa, mi sono reso conto che il mondo la fuori coltiva l'egoismo e il consumismo, non la famiglia. Per fare una famiglia e dei figli è necessaria una capacità di donare/donarsi agli altri che è praticamente estinta, che non esiste più. Tutti vogliono fare qualcosa per sè, non per gli altri, e gli altri servono per accompagnare bene il tutto, non sono l'obiettivo. Il partner non è qualcosa attorno al quale far gravitare la propria vita (come erroneamente volevo fare io). Neanche i figli sono più un obiettivo, ma neanche lontanamente. Il partner è una persona con cui viaggiare, uscire, andare a ballare, condividere un'esperienza personale ed egoistica di vita. L'amore quindi diventa l'accompagnarsi pacifico di due egoismi, un tollerarsi sempre in bilico, che si rompe al primo problema serio, naturalmente. L'amore dovrebbe stringere due persone l'una all'altra di fronte alle avversità della vita, e invece le separa. Perchè appunto questo di oggi non è amore. L'amore di oggi ha decisamente perso il suo senso originale.
Ecco perchè mi sono buttato sulle altre cose. Leggo un libro. Mi godo qualche buon film, sul mio divano. Quando posso faccio un viaggio, mi interesso di cultura russa, di cucina russa, imparo la lingua russa e spero di poter leggere Tolstoj in lingua originale un giorno. Quando capita dipingo. Da poco ho preso una chitarra elettrica. E ogni tanto provo a cantare. Mi metto alla prova in tutte quelle cose in cui non sono portato ma che ho invidiato ad altri. E mi diverto.. Il ballo? Il mio sogno poter ballare il tango.
Ma sai una cosa? Nulla di tutto questo potrà mai rendermi veramente felice come due occhietti e una vocina di bimbo che mi reclamano. O una donna che mi avvolge nel suo abbraccio, quando sono assorto nelle mie cose, che senza una parola riesce a dirmi "qualunque cosa fai, io ci sono".