Che fastidio che ti dava. E quando dormivi, non lo puoi sapere, ti osservavo per ore. Lasciavo il tuo respiro riempire i miei polmoni e i miei silenzi. Suonava per me come la più bella delle melodie possibili.
Vedi, il paradiso si era aperto così, all'improvviso, proprio davanti ai miei occhi. Attraverso quello specchio d'armadio, su quelle strade fangose della tua città, quando ci tenevamo per mano in quel modo buffo, quando la notte disegnavamo sul letto i nostri sogni. Il paradiso era lì. E poi, qualche tempo dopo, non so come, è andato via.
Ho rivissuto tutto, ancora una volta. Ma è chiaro che ciò che è stato non può tornare. E solo un dio potrebbe sapere in questo momento quanto vorrei tornare a quella notte a sciogliere treccine e guardare cartoni in inglese con te, a quella e a tutte le altre in cui eravamo un po' insieme.
Quelle notti sono finite. Il mio cuore adesso è libero, non si lamenta più. O forse è morto, non so..